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Quotazioni Petrolio: Russia Spinge per Prolungare i Tagli

Le quotazioni petrolio continuano a non salire e così Russia e Arabia Saudita prolungheranno i tagli alla produzione.

L’appuntamento in agenda è fissato al prossimo 25 maggio, quando i membri OPEC si riuniranno a Vienna per prolungare l’accordo.

Sarà la volta buona per far salire definitivamente il prezzo del petrolio?

L’alleanza per far salire il prezzo del petrolio

Nelle ultime ore è stata la Russia – che non è membro OPEC – ad aprire al possibile prolungamento dei tagli alla produzione.

Lo ha dichiarato il ministro dell’Energia russo, Alexander Novak.

Va detto che la Russia ha già rispettato i suoi impegni, poiché a maggio la produzione è diminuita di 300.790 barili al giorno rispetto ad ottobre.

Addirittura, il taglio della produzione russo è superiore – anche se di poco – ai 300mila barili giornalieri promessi inizialmente.

In prima battuta, a far pressione per prolungare i tagli era stata l’Arabia Saudita, il maggior produttore mondiale.

«Potremmo dover estendere i tagli per raggiungere l’obiettivo sui livelli di scorte», così il ministro dell’energia saudita Khalid al-Falih.

Quotazioni petrolio in calo: la Norvegia dice basta

Le ultime news sulle quotazioni petrolio dicono che il greggio si mantiene al di sotto dei 50 dollari al barile.

Prezzo del petrolio che non vuole salire soprattutto per via dell’aumento delle scorte negli Stati Uniti.

E’ infatti proprio l’incremento della produzione Usa a rendere quasi inefficaci i tagli alla produzione decisi l’anno scorso dall’OPEC.

Ma c’è anche chi al petrolio ci ha rinunciato definitivamente, come ad esempio la Norvegia.

«Non possiamo pensare di vivere di rendita grazie al petrolio», ha detto la premier norvegese Solberg.

Da ora in poi il governo norvegese concentrerà la sua economia sull’industria e sulle energie rinnovabili.

Categorie: Economia e Finanza