Modello Intrastat 2017, Sanzioni Sospese in Caso di Ritardi

Nessuna sanzione in caso di ritardo nell’invio del modello Intrastat 2017.

È quanto è emerso durante l’incontro sulla legge di stabilità 2017 organizzato dall’Ordine dei Commercialisti di Milano, a cui erano presenti il viceministro dell’Economia Luigi Casero e il presidente dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi.

Dunque, anche se gli elenchi riepilogativi dovessero giungere oltre la scadenza già fissata, non si pagheranno multe.

Scadenza Intrastat 2017, cosa c’è da sapere

Un’abolizione temporanea, quella delle sanzioni per i ritardi degli elenchi Intrastat 2017, resasi necessaria e obbligatoria dopo il caos degli ultimi giorni.

«L’Agenzia delle Entrate – così Rossella Orlandi – ha dato un’interpretazione d’urgenza sui modelli Intrastat con i colleghi dell’Agenzia delle Dogane, come segno di attenzione verso i contribuenti. Se la norma è in ritardo non si erogano sanzioni».

Scadenza Intrastat che era stata reintrodotta con l’approvazione del decreto Milleproroghe e aveva mandato in confusione totale sia i contribuenti sia la stessa Agenzia delle Entrate.

Tra l’altro, la scadenza dovrà slittare, in quanto il 25 febbraio è un sabato e tutto sarà rimandato al lunedì della settimana successiva.

Modello Intrastat che molto probabilmente sarà ufficiale per tutto il 2017.

Modello Intrastat 2017, come si invia

Il Sistema Intrastat è l’insieme delle procedure che garantiscono l’assolvimento di due importanti funzioni:

  • il controllo fiscale degli scambi intracomunitari di beni e di servizi effettuati dagli operatori nazionali con il resto della comunità europea;
  • le statistiche sullo scambio di beni effettuati dagli operatori nazionali con il resto della comunità europea.

Fino al 2009 la presentazione del modello Intrastat avveniva presso l’ufficio dell’Agenzia delle Dogane competente per territorio in modalità cartacea, tramite floppy-disk o per via telematica.

Dal 1º gennaio 2010 è ammessa la sola presentazione per via telematica tramite il sistema EDI, oppure avvalendosi dei canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline).

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