Investire Soldi in Btp: Conviene Ancora?

Conviene ancora investire soldi in Btp? Come stanno andando le quotazioni Btp nel 2017?

Investire oggi in Btp è forse più complicato rispetto al passato, poiché i rendimenti dei Btp stanno per cambiare.

Vediamo di dare qualche consiglio a chi ha deciso di investire nei Btp, soprattutto in quelli a lunga scadenza come il Btp 2037 e il Btp 2047.

Quotazioni Btp stanno cambiando, ecco perchè

Come riporta il quotidiano Il Sole 24 Ore, presto potremmo assistere a un’inversione di tendenza riguardo ai Btp.

Nello specifico, è atteso il rialzo dei tassi d’interesse e, se dovesse succedere, le quotazioni Btp scenderanno di conseguenza.

Ricordiamo infatti che i prezzi dei Btp vanno in direzione opposta rispetto ai rendimenti.

Per cui, più si acquistano Btp, più sale il loro prezzo e scende il rendimento effettivo a scadenza.

Rendimenti Btp: da cosa dipendono

I rendimenti Btp sono ormai in costante caduta da diversi anni.

I prezzi dei Btp sono infatti saliti anno dopo anno, offrendo a chi li acquistava la possibilità non solo di poter beneficiare delle cedole fisse, ma anche di poterli rivendere senza problemi prima della scadenza naturale.

Questo perché, al momento della vendita, il prezzo risultava quasi sempre più alto rispetto a quello di acquisto.

In sostanza, i rendimenti Btp riflettono tre elementi:

  • Il rischio di rimborso (legato alla solvibilità di chi ha emesso il titolo)
  • la durata (più è lontana la scadenza, come nei Btp 2037 e nei Btp 2047, maggiore è il rischio e quindi più alto è il rendimento)
  • le aspettative future di inflazione (il rendimento di un bond non indicizzato all’inflazione incorpora le aspettative future sull’inflazione);

Investire soldi in Btp: non si guadagna più come prima

A questo punto, il risparmiatore medio dovrebbe iniziare a pensare che i Btp non sono più esenti da rischi e non si guadagna più rivendendoli prima della scadenza.

Infatti, i titoli di Stato sono diventati uno strumento rischioso (soprattutto sulle scadenze lunghe) e possono scottare quei risparmiatori che vogliono venderli prima della scadenza naturale.

Questo grazie alla volatilità, aumentata considerevolmente perché sono aumentate le aspettative d’inflazione.

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