Spread Btp-Bund a 170 Punti: Incertezza Dopo la Consulta

Btp sotto pressione e spread in salita dopo la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum. Nella giornata di oggi, giovedì 26 gennaio, lo spread Btp-Bund è infatti salito a 170 punti base – ieri la chiusura era stata a 164 punti – con il rendimento dei Btp arrivato al 2,17%.

Spread Btp-Bund: i perchè del rialzo

Ricapitolando, ieri la Consulta ha dichiarato incostituzionale il meccanismo del ballottaggio previsto dalla legge elettorale, “salvando” invece il premio di maggioranza con l’assegnazione di 340 seggi per il partito che alle elezioni dovesse superare il 40%. Elezioni che, a questo punto, sembrano più vicine che mai.

L’aumento dell’incertezza politica nel nostro Paese ha quindi spinto gli investitori alla prudenza, facendo accelerare al rialzo il rendimento del titolo decennale. L’Italia rischia infatti di essere il terzo grande paese dell’Eurozona ad andare alle elezioni in questo 2017. Il 12 febbraio andrà infatti al voto la Germania, mentre il 23 aprile e il 7 maggio si terranno rispettivamente il primo e il secondo turno delle elezioni in Francia.

Btp: il “salvagente” QE

Va detto comunque che, anche per quest’anno, i nostri Btp continueranno a beneficiare del quantitative easing voluto dalla BCE – il cosiddetto “cannone di Draghi” – cioè lo strumento con cui la Banca Centrale Europea immette denaro per veicolare la fiducia dei risparmiatori e difendere il mercato dei titoli di Stato dagli attacchi degli speculatori.

Investimenti: i segnali positivi

La sentenza della Consulta ha comunque portato a qualche risvolto positivo. Come riporta infatti Il Sole 24 Ore, l’aver mantenuto il premio di maggioranza assicura quantomeno un governo forte dopo le elezioni e questo è già un primo segnale di stabilità – fattore determinante per gli investitori – mentre un proporzionale puro avrebbe invece creato ingorghi e compromessi che male avrebbero fatto ai mercati.

Anche la cancellazione del ballottaggio è stata percepita in maniera positiva. Il motivo? I mercati lo consideravano un mezzo che poteva consentire ai Cinque Stelle di arrivare al potere. Ricordiamo che il movimento di Beppe Grillo, in virtù del suo programma con riforme radicali in materia economica, non è ben visto da coloro che cercano stabilità per poter investire.

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