Via Libera alla Manovrina: Nuovi Voucher, Web Tax e Tassa Airbnb

Nuovi voucher e tassa Airbnb, ma anche il contratto di prestazione occasionale e la web tax transitoria.

Questo e molto altro nella cosiddetta “manovrina” approvata dalla Camera dei Deputati, che adesso passerà al vaglio del Senato.

Alcune novità già le conoscevamo, altre invece no. Vediamole nel dettaglio quelle principali.

Tassa Airbnb affitti: di cosa si tratta

Dopo la fiducia di mercoledì, la Camera ha dato il via libera alla “manovrina”.

Il testo contiene molte modifiche approvate nel corso della prima lettura parlamentare, alcune anche molto contestate.

Una di queste è la tassa Airbnb gli affitti brevi, la cedolare secca del 21% che gli intermediari dovranno pagare in qualità di sostituti d’imposta.

In pratica, i portali di prenotazioni online internazionali – come appunto Airbnb – saranno costretti a diventare esattori.

Una decisione scaturita dalla necessità di combattere l’evasione fiscale sugli affitti case vacanza, ma che ha sollevato parecchie polemiche da parte degli operatori del settore.

Nuovi voucher e web tax

Abbiamo poi i nuovi voucher, o meglio i “libretti famiglia” per i nuclei famigliari e i “contratti di prestazioni occasionali” per le imprese.

I voucher INPS erano stati aboliti lo scorso marzo dalla Commissione Lavoro della Camera, ma già da subito si era pensato a una loro reintroduzione.

Detto fatto. Al momento si prevede un tetto ai compensi unico di 5mila euro l’anno a singola impresa.

Ciascun lavoratore potrà invece ricevere fino a 2.500 euro l’anno dallo stesso datore di lavoro, per un massimo di 4 ore continuative al giorno per prestazione.

Il compenso minimo orario sarà pari a 9 euro e i nuovi voucher potranno essere utilizzati dalle imprese fino a 5 lavoratori.

Il limite di durata per i privati sarà di 280 ore l’anno.

Ogni buono del libretto famiglia sarà da 10 euro, utilizzabile per prestazioni non superiori a un’ora.

Abbiamo poi la web tax che, per il momento, è una norma transitoria.

Si tratta di un meccanismo per un accordo preventivo rafforzato tra le multinazionali del web e il Fisco.

Si applica a tutti i gruppi multinazionali con ricavi consolidati superiori a 1 miliardo di euro e che effettuino cessioni di beni e prestazioni di servizi nel territorio dello Stato per un ammontare superiore a 50 milioni di euro.

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