Internet of Things Italia, Boom nel 2016: +40%

Performance da record per l’Internet of Things Italia (il cosiddetto internet delle cose), con il mercato in crescita del 40% in un solo anno.

Lo testimoniano i dati dell’Osservatorio IoT della School of Management del Politecnico di Milano.

Nel boom dell’internet delle cose italiano spiccano le soluzioni di smart metering, ma bene anche le auto connesse.

Ma cos’è internet delle cose?

Internet of Things Italia: numeri da record

IoT Italia è a quota 2,8 miliardi di euro nel 2016, il 40% in più rispetto all’anno precedente.

Si tratta di un risultato in linea o addirittura superiore agli altri Paesi occidentali.

La grande spinta arriva dalle app che sfruttano la connettività cellulare (1,7 miliardi) e da quelle che utilizzano altre tecnologie (1,1 miliardi).

Come detto, bene anche le smart car (con 7,5 milioni di auto connesse circolanti) e le app smart building per gli edifici.

Cresce soprattutto il numero di oggetti online. In Italia sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare (+37% rispetto al 2016).

«E’ giunto il momento di andare oltre il livello attuale di connessione degli oggetti e postare l’attenzione verso i servizi», spiega Angela Tumino, direttrice dell’Osservatorio IoT.

Tra gli ambiti dell’internet delle cose in stato embrionale vanno monitorati la smart city, il retail e la smart agriculture.

Internet delle cose: definizione

Ma qual è la definizione di internet delle cose?

Internet of Things è un neologismo che si riferisce all’estensione di internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.

E’ stato introdotto per la prima volta nel 1999 da Kevin Ashton, cofondatore e direttore esecutivo di Auto-ID Center.

In pratica, nell’internet delle cose gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri.

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